Il Sindaco comunica che è intendimento di questa Amministrazione Comunale proporre l’intitolazione dell’Università del Salento alla memoria del Prof. Giuseppe Codacci-Pisanelli, fondatore dell’Ateneo Salentino e Rettore dello stesso per vent’anni, per tutte le motivazioni espresse nell’allegata relazione il cui contenuto è tratto da “Giuseppe Codacci-Pisanelli raccontato da Wojtek Pankjewicz”, docente di Diritto Pubblico all’Università del Salento, fautore convinto della stessa proposta.
Interviene il Cons. Bianchi per esprimere la più totale adesione alla proposta;
Il Presidente, esaurita la discussione, chiede al Consiglio Comunale di esprimersi a riguardo;
IL CONSIGLIO COMUNALE
Udito l’intervento del Sindaco;
Visti i pareri favorevoli espressi sulla presente proposta, resi ai sensi dell’art. 49 del D.lgs. 18.08.2000, n. 267;
Visto il D.lgs. n. 267 del 18.08.2000;
Con voti unanimi favorevoli espressi per alzata di mano;
DELIBERA
1) Per tutto quanto in premessa, proporre formalmente agli Organi Universitari competenti l’intitolazione dell’Università del Salento alla memoria del Prof. Giuseppe Codacci-Pisanelli, fondatore dell’Ateneo salentino e suo Rettore per vent’anni.
2) Allo scopo, avanzare istanza al Rettore dell’Università del Salento per la prescritta approvazione, dando mandato alla Giunta Comunale per ogni adempimento consequenziale.
3) Con separata, unanime votazione la presente deliberazione viene dichiarata immediatamente esecutiva ai sensi dell’art. 134 del D.lgs. n. 267/2000.
Nell’Assemblea Costituentedel 16 dicembre 1946, all’interno della bozza costituzionale, con la lettura del testo dell’articolo 22, fu approvata la proposta di costituire la Regione Salento (comprendente le attuali province di Lecce, Brindisi e Taranto). Nel dicembre del 1947 la commissione dei 75, all’ultimo momento, preferì modificare il testo di legge con il successivo articolo 131, rimandando la questione a tempi più consoni.
Di nuovo oggi, l’aspirazione di creare la Regione Salento viene fortemente invocata attraverso prese di posizione ufficiali provenienti dal mondo politico e intellettuale.
Non tutti sanno che già 60 anni fa, quella proposta era stata lanciata da Giuseppe Codacci-Pisanelli, Costituente della Repubblica, vero precursore dell’idea del Grande Salento, politico di notevolissimo spessore, uomo di profondissima cultura, il cui pemsiero è quanto mai ancora vivo e attuale.
Così, oggi, Giuseppe Codacci-Pisanelli, uno dei padri della Costituzione Italiana, nel 22° anniversario della morte avvenuta il 2 febbraio 1988, viene ricordato dal Prof. Wojtek Pankiewicz, che ne ha ereditato la Cattedra di Diritto Pubblico all’Università del Salento.
E proprio dal Prof. Pankiewicz è partita l’idea, che subito ha trovato consenso corale tra illustri figure del mondo accademico e politico salentini: intitolare l’Università del Salento a Giuseppe Codacci-Pisanelli, Costituenet della Repubblica fondatore egli stesso dell’Ateneo salentino.
Giuseppe Codacci-Pisanelli fu insigne uomo politico. Fu eletto deputato nel 1948 ed ininterrottamente fino al 1968 e poi ancra nel 1972. Fu Ministro della Difesa dal ’53 al ’55, dei rapporti col Parlamento dal ’60 al ’62, della Ricerca Scientifica nel ’63. Fu Sindaco di Tricase dal 1963 al 1972, città della quale era originaria la sua famiglia, e a questa terra è sempre rimasto molto legato.
Di formazione cristiana, nell’impegno politico e partitico, egli ha sempre trasfusi i principi cristiani e il messaggio sociale della Chiesa che erano il suo bagaglio formativo e che traduceva in testimonianza vissuta al servizio della gente.
Il suo stile era inconfondibile, la sua signorilità disarmente, la sua coerenza assoluta.
Tutta la sua azione politica, in linea con il suo stile di vita, è stata improntata al rispetto, alla dignità, al saggio vivere civile e di alta democrazia.
Ha detto di lui Giacinto Urso: “Un uomo politico che si accosta al grande e al piccolo con lo stesso stile e pari predisposizione. Sia quando incontra Kennedy o Kruscev, sia quando dialoga con l’uomo “capuano” di quella terra del Salento dove – ammoniva – nasce il sole”.
Fu costante il suo interessamento per il potenziamento delle tre grandi fonti dell’economia salentina: il tabacco, la vite, l’ulivo.
Giuseppe Codacci-Pisanelli fi anche in signe Maestro di Diritto e lungamente visse l’esperienza di avvocato e professore universitario, prediligendo quest’ultima.
Appena sedicenne conseguì la licenza liceale classicae si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma dove, auattro anni dopo, si laureò con la tesi dal titolo “L’annullamento di Ufficio degli atti amministrativi”.
Nel 1935, dua anni dopo, a 22 anni, conseguì la Laurea in Scienze Politiche, quindi si iscrisse alla Facoltà di Filosofia dell’Università Gregoriana, dove si studiava ancora in latino, accontentando così suo padre, Alfredo, Ordinario di Diritto Amministrativo presso l’Università di Roma, il quale sosteneva che gli studi filosofici costituiscono la premessa alla ricerca scientifica.
È intorno alla metà degli anni ’50 che inizia a maturare nella opinione pubblica e nella cultura pugliese una maggiore disponibilità ad accettare la costituzione di un istituto autonomo di Magistero.
Ciò sollecitò la Provincia di Lecce e i comuni salentini a costituire rapidamente e in piena autonomia un Consorzio Universitario per dar vita ad una Facoltà di Magistero che, col tempo, avrebbe potuto avere il riconoscimento statale. L’allora Presidente della Provincia, Caroli, coinvolse subito i parlamentari salentini; tra questi, Giuseppe Codacci-Pisanelli aveva già messo a punto un programma di intercvento sul piano organizzativo e ricettivo al fine di agevolare l’iscrizione all’Università, fortemente convinto che il neonato progetto avrebbe contribuito al riscatto socio-economico del Salento e alla emancipazione femminile, per la forte ritrosia delle famiglie di allora di mandare le ragazze a studiare fuori.
Il 3 agosto 1955 si svolse a Lecce, nell’Aula del Consiglio Provinciale, la prima seduta assembleare del “Consorzio Provinciale Universitario Salentino” e il 22 novembre 1955 fu finalmente inaugurata la Facoltà di Magistero.
El frattempo, si lavorava per accelerare le pratiche per il riconoscimento giuridico, che avrebbe tranquillizzato gli studenti sulla validità dei loro studi.
A questo punto, ebbe inizio una vera e propria campagna di boicottaggio da parte dell’Università di Bari che, attraverso i giornali, tentava di scoraggiare le iscrizioni alla Facoltà di Lecce.
Giuseppe Codacci-Pisanelli fu opportunamente nominato Rettore e avviò, in prima persona e a finaco del Consorzio, la sua azione incisiva, decisa, competente, volta a non vanificare gli sforzi sino ad allora concretizzatisi.
Finalmente, il 22 ottobre 1959, il Decreto del Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, ufficializza la nascita della Facoltà di Magistero.
Nel Maggio 1960, alla “Libera Università” Ssalentina venne riconosciuta anche la Facoltà di Lettere.
12 anno dopo la sua nascita, il 21 marzo 1967, grazie agli sforzi del Rettore Codacci-Pisanelli, del Consorzio e di altri politici salentini, si concluse il faticoso iter legislativo che portò alla statizzazione dell’Università con la legge n. 160.
In seguito alla avvenuta statizzazione, venne meno il vecchio Consiglio di Amminsitrazione e le sue funzioni furono attribuite, con DPR del 24 aprile 1967, al Prof. Giuseppe Codacci-Pisanelli, che venne nominato Commissario Governativo, pur restando Rettore.
La durata della nomina commissariale si protrasse fino al 1975. Nel 1976, dopo vent’anni di rettorato di Codacci-Pisanelli, venne eletto un nuovo Rettore nella persona di Saverio Monelli.
Anche come Rettore, Codacci-Pisanelli improntò sempre il suo agire a principi di democrazia e correttezza estrema, come quando si trovò a sostenere il difficile periodo della contestazione studentesca durante il quale si rifiutò sempre di far intervenire la polizia.
Prima docente della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Bari, nel 1969 aveva trasferito la sua Cattedra a Lecce.
Dava del “Lei” a tutti gli studenti e le sue lezioni erano caratterizzate da un linguaggio forbito ma chiarissimo.
Nella presentazione degli “Scritti in onore di Giuseppe Codacci-Pisanelli”, Vittorio Frosini afferma: “Ascoltandolo parlare, la sua immagineinteriore si palesava subito nella sua armoniosa composizione di erede di un’antica civiltà, nella quale si erano fusi una pluralità di modelli culturali: c’era il limpido intelletto della Magna Grecia, l’ingegno giuridico della romanità, il fervore religioso del mondo bizantivo, la tempra morale della conquista normanna, il senso di devozione alla cosa pubblica della monarchia meridionale del Settecento, e infine l’apertura dell’animo e della mente distintiva dell’età liberale del Risorgimento. Mi parve che questi elementi fossero come iscritti nel suo codice genetico, tanto si mostravano a lui connaturati per la loro immediatezza”.
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